Che fine ha fatto Harry Quebert?

Ci sono storie che ti fanno innamorare e dalle quali non vorresti mai separarti. Avvenimenti e personaggi a cui ti affezioni così tanto che non hai il coraggio di togliere il libro dal comodino, anche se sono passati mesi da quando hai letto la parola “fine”.

Sono quei libri che avresti voglia di divorare, perdendo ore di sonno, quelli da cui non riesci a staccare gli occhi e il cuore. Quelli che ti tengono incollato pagina dopo pagina e vorresti non finissero mai, ma al contempo hai paura di arrivare in fondo perché sai già che ti mancheranno da morire.
Per quanto mi riguarda, La verità sul caso Harry Quebert è stato uno di quei libri. Dopo questo, in tutti romanzi che ho letto, credo di aver inconsciamente sempre cercato un pizzico di quella magia, di quella sana dipendenza. Io che non sono mai stata appassionata di thriller, questo l’ho amato veramente, per moltissimi motivi.

Sabato scorso sono entrata in libreria con la convinzione di comprare Gli eredi della Terra di Ildefonso Falcones, l’attesissimo seguito del suo romanzo d’esordio, La Cattedrale del Mare, che avevo letto qualche anno fa. Lì per lì ho tentennato, perché proprio a fianco del libro che racconta le avventure di Arnau Estanyol (protagonista di Falcones), c’era un altro attesissimo romanzo, quello di Joël Dicker, il giovane scrittore svizzero che ha esordito, guarda un po’, con La verità sul caso Harry Quebert.
Ho riflettuto due secondi (i libri li compro sempre uno solo per volta), mi sono venute in mente le chiacchierate con le mie amiche Paola e Silvia (che ringrazierò sempre), e sono uscita con il nuovo “Marcus Goldman” nel sacchetto di carta: Il libro dei Baltimore.

Dopo circa 200 pagine ho iniziato a chiedermi quando sarebbe iniziata la storia.

Questo secondo romanzo di Dicker non è e non credo voglia essere un prosieguo del primo. Anche se il protagonista principale, lo scrittore americano Marcus Goldman, è lo stesso e ci sono diversi riferimenti al romanzo precedente, qui viene raccontata una storia che si discosta parecchio da quella ambientata ad Aurora, ma di cui l’autore sembra voler disperatamente cavalcare l’onda. I due racconti non hanno pressochè nulla in comune e i rimandi sporadici al primo libro, non fanno che mettere in luce le carenze del secondo.
Lo schema del racconto si ripete in maniera decisamente plateale: il protagonista che racconta, la ragazza, l’anziano amico del protagonista, un segreto da nascondere e diversi personaggi satellite.
Nessuno di questi elementi ha però la forza che aveva nel lavoro precedente.
Leo, il vicino di casa, non ha una briciola del carisma di Harry, e Alexandra, la protagonista femminile, appare come un’ombra sbiadita della piccola Nola. Mentre quest’ultima rappresentava l’incarnazione dell’amore e lo spessore emotivo che il suo personaggio trasudava era palpabile, Alexandra è semplicemente la donna di cui Marcus è innamorato. Non sembrano esserci figure che spiccano, neanche dove i personaggi hanno un ruolo potenzialmente molto interessante, come ad esempio i cugini di Marcus, Hillel e Woody, o lo zio Saul. Cosa che invece accadeva con tutte le figure che hanno orbitato nell’avventura di Marcus ed Harry, dove tutti erano marginali ma contemporaneamente indispensabili.

Di “Harry” ho amato la tensione nel leggere ogni parola, lo stupore per i continui colpi di scena e cambiamenti di fronte, la necessità di voler arrivare in fondo per sapere la verità. Nel libro dei Baltimore invece, ciò che mi spingeva a continuare era pura curiosità, con la costante speranza di trovare il punto in cui la storia avrebbe svoltato, facendomi al fine ricongiungere con il Dicker che mi aveva fatto tanto emozionare.

Non è stato così purtroppo, anzi man mano che mi avvicinavo al finale, la mia delusione saliva. Il segreto dei Goldman di Baltimore non mi ha lasciata per nulla sbalordita.

Mi ero innamorata di un thriller che era stato scritto come un romanzo, e poi mi sono ritrovata tra le mani un romanzo che tenta disperatamente di sembrare un thriller. Senza riuscirci.

Peccato.

 

Annunci

4 pensieri su “Che fine ha fatto Harry Quebert?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...