La solitudine dei numeri di prima

Sentiero dei numeri primi

Li abbiamo tutti noi, nella rubrica del cellulare.
In particolare noi mamme, soprattutto quelle che hanno più di un figlio.
Raccontano anni di scuola, regali di compleanno, feste, appuntamenti pomeridiani, compiti per casa, riunioni di catechismo, organizzazione di eventi, partite di calcio, gare di nuoto, saggi di danza, sono le fotografie dei nostri ricordi impresse in maniera indelebile negli smartphone.
Sono i numeri di telefono di tutte le persone che abbiamo incontrato negli anni in cui siamo cresciuti accanto ai nostri bambini piccoli. Sono i gruppi su whatsapp tanto odiati quanto (almeno oggi così sembra) indispensabili.
Sono l’infinità di notifiche talvolta inutili, gli errori grammaticali e la totale carenza di punteggiatura, sono le informazioni ripetute per chi non è stato attento, a volte sono motivo di discussione; ma sono anche problemi e dubbi risolti, la soluzione a piccole ma apparentemente grandi difficoltà, sono un aiuto e una parola di conforto.

Sono i numeri di cellulare delle altre mamme, prima di tutto, quelli senza i quali la scuola sarebbe completamente diversa. Si cresce insieme, e si impara insieme, proprio come fanno i nostri figli.
Noi che cerchiamo sempre e solo il meglio per loro, che ci bombardiamo di messaggi per rendere speciali i loro compleanni, che ci affanniamo per chiedere i compiti mancanti, che facciamo improbabili sondaggi sulle malattie più disparate. Senza quei numeri sarebbe anche per noi tutto più complicato.

Sono i numeri di prima, quelli  che eravamo abituate a scorrere e che abbiamo fatto squillare decine, forse centinaia di volte, sono il nostro legame con il piccolo mondo dei nostri bambini.
Sono gli stessi numeri che poi, quando un ciclo scolastico finisce, quando suona l’ultima campanella dell’asilo, della primaria, della media o del liceo, rimangono inesorabilmente orfani.

Il bello dei cicli però, soprattutto quelli scolastici è che – almeno fino alle superiori – ricominciano.
Ci saranno altri numeri che andranno a sostituire quelli di prima, nuove mamme con cui chattare, nuove difficoltà da affrontare e anche nuovi traguardi da festeggiare; ma le persone al cui fianco abbiamo camminato in una fase così importante della vita, non si cancelleranno, rimarranno lì nelle nostre rubriche a ricordarci che quando ne abbiamo avuto bisogno, loro erano presenti.

Perché la cosa migliore dei numeri di prima, è che sono persone, persone con cui abbiamo comunque instaurato un rapporto speciale, persone che hanno fatto parte della nostra storia. Potranno cambiare i numeri certo, ma i ricordi resteranno per sempre.

Oggi sono triste. Mia dirà addio alla scuola dell’infanzia ed entrerà ufficialmente nel mondo dei bambini “grandi”.
Volevo dire arrivederci alle Coccinelle, a tutte le mamme, i papà, le suore e le insegnanti che ci hanno accompagnato in questo splendido viaggio, in particolare alla (non me ne vogliano le altre) insostituibile maestra Carla, a tutti i bambini e alle bambine che hanno contribuito a far parte della crescita mia e di Mia in un periodo così spensierato ma formante.

Ciao Scuola dell’infanzia Ines Bonazzi, mi mancherai.

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