Il giorno più lungo

 

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Banksy

 

Non riesco a fare nulla.
Dormo malissimo da giorni, non posso scrivere, leggere, ridere a crepapelle, cantare e ascoltare musica a palla come faccio sempre.
Ho paura, tanta.
E sono incazzata, incazzata nera.
E sono incazzata perché ho paura.
Si è vero, il terrore non può e non deve vincere, non possiamo e non dobbiamo arrenderci a coloro che vogliono trasformare le nostre passioni, le nostre abitudini, in panico.
Ma come si fa quando l’orrore bussa alla porta? Perché è esattamente questo che è successo.
Come spieghi a tuo figlio di undici anni, mentre piange davanti al televisore, che non si deve preoccupare perché è al sicuro nel suo piccolo mondo di provincia? Come lo rassicuri quando ti dice che quel viaggio a Berlino che desidera da tanto tempo, ora non lo vuole più fare?
La sua incredulità e i suoi occhi gonfi di fronte agli attentati di Parigi, mi hanno fatto tremare le ginocchia. Non sapevo come rasserenarlo, cercavo le parole giuste per calmarlo, ma non ne avevo. Così ho fatto l’unica cosa che potevo fare, ciò che ogni mamma avrebbe fatto, l’ho abbracciato forte e ho cercato di spiegargli un perché che in realtà nemmeno io riesco a capire.
Perché non esiste alcun perché di fronte a tanto orrore, e ora lo sa anche lui.
Con quale coraggio mandi il tuo ragazzo adolescente a vedere gli Imagine Dragons al Forum di Assago? Il tuo cuore di mamma, che si era riempito di gioia nel vederlo entusiasta di quel regalo inaspettato, adesso vacilla, trema di paura.
Questo è il suo primo concerto, si troverà in mezzo a tanti ragazzi che, esattamente come il mio, saranno lì per vivere una delle esperienza più belle della vita. Quando la musica ti entra dentro e la magia dei cori ti trasporta altrove, tutta quella energia che ti fa accapponare la pelle, rimarrà un ricordo indelebile. E lui ripenserà per sempre che quelle emozioni gliele avevano regalate i suoi genitori. Esattamente a questo pensavo, fino a venerdì scorso.

Io odio avere paura, ma ce l’ho. Ed è una forma di odio totalizzante, che ti ruba il sonno e il sorriso. Non ti fa ragionare, non vedi le cose con lucidità e ti fa venire voglia di arrenderti al panico. La triste verità è che siamo tutti coraggiosi, tutti Charlie Hebdo, fino a quando non sentiamo che il pericolo è reale e tangibile ed ha il grande potere di mettere in discussione la nostra quotidianità.

Io non sono coraggiosa, sono solo una mamma.

Ma sono una mamma che ha deciso di dare seguito alle belle parole con cui tutti noi abbiamo riempito i social network: la paura non può vincere, la vita deve andare avanti, va vissuta con entusiasmo.

Il mio giorno più lungo è stato ieri, lunedì 23 Novembre 2015, quando gli Imagine Dragons hanno portato a Milano la tappa del loro “Smoke + Mirrors” tour, e mio figlio appena sedicenne ha girovagato per la città e ha cantato a squarciagola in un palazzetto colmo di musica e di vita.
Per quanto mi riguarda noi oggi, nel nostro piccolo, abbiamo vinto.

And I know it’s hard when you’re falling down
And it’s a long way up when you hit the ground
Get up now, get up, get up now.
Imagine Dragons – On The Top Of The World

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2 pensieri su “Il giorno più lungo

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