My Social Book e l’immortalità dei ricordi online

mysocialbook

Da quanto tempo siete iscritti a Facebook?
Quanti status avete postato, commentato, condiviso?
Quante e quali sono le foto in cui siete stati taggati o avete taggato i vostri amici?
Chi sono le persone con cui scambiate maggiormente pareri, contrasti o battute online?
E ancora, quali sono stati i vostri post di maggiore successo o le immagini con il maggior numero di like?

Nel caso vi interessasse tenere a portata di mano la cronologia completa di tutte le fesserie che avete pubblicato su Facebook, sappiate che c’è chi ha pensato a come rendere palpabile l’impalpabile.
L’applicazione si chiama (chi l’avrebbe mai detto) My Social Book, che altro non è che la vostra time line Facebook in formato cartaceo.

Un libro con tanto di rilegatura e copertina lucida rigida che ripercorre la vostra storia tra gli algoritmi del mostro creato da Zuckerberg. Nel sito dell’applicazione (un gran bel sito per la verità,) pulito, con immagini sempre e solo di gente che se la gode parecchio, scorrono in slide alcune frasi che dovrebbero farci venire voglia di spendere queste poche decine di euro:
“Crea il Libro della tua vita che rimarrà per sempre.
Catturiamo automaticamente i momenti della tua vita dai tuoi account Facebook e Instagram e li trasformiamo in un libro dei ricordi.”
“Guarda i momenti più preziosi della tua vita, con i commenti dei tuoi amici”.
“I tuoi ricordi social salvati in sicurezza in un unico posto…a casa tua”.
“Rivivi i momenti preziosi che hai dimenticato: li troverai nel tuo My Social Book…Per sempre”

Ora, anche se l’idea non è proprio del tutto malaccio, diciamocelo, a me ‘ste frasi buttate là, più che invogliarmi a farmi stampare i miei “ricordi social”, suonano più come una minaccia.
Tralasciando il delicato discorso privacy, che oramai per tutti noi è diventata una lontana chimera, e tralasciando quindi il fatto che dovremmo consentire all’ennesima applicazione social di prendere possesso dei nostri dati personali, il fatto che i “momenti social” vengano considerati alla stregua dei “momenti reali e tangibili”  e che rimangano indelebilmente stampati nero su bianco tutti gli sfoghi di cui ci liberiamo quasi giornalmente online, a me un tantino mi angoscia.

Siamo proprio sicuri di voler rivivere tutte, ma proprio tutte, le esperienze che abbiamo condiviso online? Magari in un momento difficile della nostra vita che abbiamo già superato? Siamo certi di voler rivedere quelle foto in cui eravamo felici e innamorati con quello/a che ci mollate/i con un SMS? O di voler rileggere gli status al vetriolo che gli abbiamo dedicato? Quale valore potrà mai avere andare a rivangare una discussione di un paio di anni prima, magari su una questione che oggi non ci interessa affatto? Passi per le foto, che sono ricordi che probabilmente terremmo comunque, ma gli status e i commenti? Anche no.

Facebook (così come Instagram o Twitter…scegliete voi il social che preferite), non è non sarà mai la vita reale, è e deve continuare ad essere un riflesso di ciò che facciamo quando spegniamo pc e smartphone.
Io non voglio avere sotto il naso tutto il tempo che perdo sui social, perché mi sento in colpa, mi sembra di rubare aria alla vita vera. So che non è così in realtà, e so anche che ci sono persone che grazie ai gruppi su Facebook o ai follower su Instagram si sentono meno sole, ma davvero non vedo alcuna utilità nel tenere nella libreria una testimonianza ad imperitura memoria delle fesserie che postiamo quando non abbiamo di meglio da fare.

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