La prima non si scorda mai

Anna Magnani

Non è mica facile. Svegliarsi una mattina e rendersi conto che si sta invecchiando.
Guardarsi allo specchio e scoprire, con sorpresa, che i segni del tempo esistono, ed esistono anche per te.

La prima ruga non si scorda mai.
E’ un segnale chiaro evidente e tangibile del fatto che forse, e sottolineo forse, dovresti smetterla di strizzarti dentro i tuoi adorati skinny jeans e di fare shopping da Hollister.

Che tristezza però…
Io mi sento così a mio agio in denim e sneaker, e se mi immagino in tailleur e mezzo tacco mi faccio ridere da sola.
Sono ridicola? A volte ho paura di si. Il fatto di sentirsi giovani dentro non è certo una buona scusa per andare in giro come una quindicenne…ma sentirsi bene, fa talmente bene!
E io per le rughe non ero proprio pronta….

Però, passato lo shock iniziale, e dopo aver evitato un frontale (ero in macchina ndr), l’ho guardata bene questa maledetta ruga, ed ho scoperto che in realtà nasconde anche del buono. In quella piccola piega della pelle c’è tutto il mio mondo, il buono del mio mondo intendo. Perché è a lato della bocca, ed è il segno di tutti i  sorrisi che ho fatto finora. Sorrisi che sono la testimonianza dei miei ricordi più belli.
Di quando i miei bambini mi hanno chiamata mamma per la prima volta, di tutti i bei voti che hanno preso a scuola, dei “come sei bella” di mio marito, delle soddisfazioni sul lavoro, della gioia di diventare zia una, due e tra poco tre volte….
Sono queste le cose che hanno generato quella ruga, e sono tutte cose meravigliose.
C’è qualcosa di affascinante nell’invecchiare, c’è tutta l’esperienza che fa di noi le persone che siamo, tutto un trascorso fatto di emozioni e fatiche, di sacrifici e amore, e i segni fisici sul nostro corpo ne sono la testimonianza.

Sto invecchiando? Si certo, come tutti. Ma voglio farlo a modo mio. E se mi vedete col mezzo tacco e gonna al ginocchio vi prego, lanciatemi addosso una Stan Smith!

Certo questa sono riuscita ad ammortizzarla bene, era la prima, è stato facile. Non so se riuscirò a fare lo stesso per tutte le altre rughe. Ma forse per allora avrò una maturità diversa, e un’altra storia da raccontare.
E se sarò in grado di  trovare un lato positivo per ogni segno del tempo che mi segnerà il viso, potrò dire di essere stata brava.

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