Un cancello sul mare

un cancello sul mare

Il tempo che passa sa essere davvero impietoso.
Si abbatte sulle nostre vite portandosi via pezzi di storia, parti di noi.
L’immagine che vedete qui sopra è presa dal cortile di quella che era la casa di una mia prozia a Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Di fronte a quel cancello spalancato c’erano un marciapiede e una strada, un altro marciapiede, la spiaggia. Poi il mare.
Oggi c’è solo il mare.

Adesso lo so che cosa si prova a veder scomparire la terra, a perdere ciò che si è abituati da sempre ad avere sotto gli occhi, ci si sente derubati ingiustamente di un qualcosa che in realtà non ci è mai appartenuto ma che, ognuno nel proprio modo, aveva fatto suo.
Non lo puoi capire finché non ti succede, e anche se quella terra è lontana quasi 1300 chilometri da te, anche se sono più di quindici anni che non la vedi, fa male da morire.

Perché il mare si è mangiato un pezzo di storia, la tua, quella di quando eri bambina, quella dei tuoi fratelli e cugini di quarto, a volte anche quinto grado. Quello stesso mare che ti aveva regalato immensi sorrisi e tanta spensieratezza, oggi dispensa lacrime e rabbia.

Ma la storia nemmeno il mare la può cancellare, rivivrà  per sempre in noi, nelle nostre foto sbiadite, nei nostri ricordi.

Vivrà in quelle giornate passate sotto il sole a giocare a pallavolo, ad ascoltare la musica del jukebox, vivrà in quei timidi baci sulle panchine di un lungomare che oggi non esiste più. Un lungomare che è stato inghiottito dalle onde, cancellato dalla potenza della natura che se ne frega del male che fa, e segue imperterrita il suo cammino.

La storia di Siderno, la MIA Siderno, rimarrà per sempre nel ricordo delle grida sguaiate di mia nonna che ci chiamava dalla strada per tornare a casa, vivrà nelle serate trascorse al YMCA (che per tutti si pronuncia IMCA) a guardare le partite di calcetto, nelle frisicelle con origano e pomodoro, nella fabbrica di liquirizia dei parenti calabresi, nelle coppe gelato, nelle granite con la panna, nelle pizze della Giara, nei binari che passavano dietro casa della zia Cuncia, nelle pittelluzze ai fiori di zucca, nel sorriso di Gianluca Congiusta, tra gli ombrelloni e i piatti colmi di cozze delle Vele Azzurre.

Potrei continuare all’infinito, tanti sono i ricordi che riaffiorano in questi giorni, e mai come oggi mi mancano i momenti trascorsi con i Salmaso, i Jacopetta, i Labadessa, gli Scarfò, i Leonardo, i Congiusta, i Timpiccioli…ricordi di persone meravigliose che nemmeno la potenza del mare sarà in grado di portarmi via.

Forza Siderno, Arzignano è con te!

Lo stabilimento balneare "Le Vele Azzurre" nel 1998. Oggi è completamente scomparso
Lo stabilimento balneare “Le Vele Azzurre” nel 1998. Oggi è completamente scomparso
                   Courtesy image: Siderno, il nostro amore (Facebook page)
Courtesy image: Siderno, il nostro amore (Facebook page)
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