Siamo sempre più cattivi

hate

Ma cosa ci sta succedendo? Dico davvero, dove mi giro vedo violenza, violenza verbale, violenza psicologica, violenza fisica.
Leggo odio dappertutto, sembra quasi che non si riesca più a farne a meno.

Ci sono orde di ragazzini poco più che adolescenti che creano gruppi su Facebook con il preciso scopo di incontrarsi e menarsi – vedi i recenti casi di Roma e Bologna – ci sono giovanissimi che vengono coperti di fango (per non dire merda), sui propri profili ask, insultati pesantemente da coetanei anonimi e probabilmente deviati, che provano un gusto immane nel provocare e ingiuriare, spesso senza alcun motivo apparente, quelli che dovrebbero essere i loro amici.
Si cercano continui pretesti per lanciare accuse e offese dai profili di Facebook, contro tutto, contro tutti, come se le parole scritte facessero meno male di quelle dette in faccia, come se gli strumenti social fossero il raccoglitore di tutti i mali del mondo, un vaso di Pandora che si è riempito fino al colmo e ora sembra scoppiare lentamente.

Politici o pseudo tali che se ne fregano del decoro e del ruolo che ricoprono, e vomitano merda sugli avversari, minacciandoli pubblicamente, ricattandoli politicamente, o peggio ancora, insultandoli per le proprie tendenze sessuali o per i propri ideali.
Twitter è diventato un triste e patetico teatrino di chi nella vita reale non riesce a far sentire la propria voce, e da meraviglioso mezzo di intercomunicazione globale quale era, sta diventando il ring di odiosi catfight, a cui tutti noi assistiamo passivamente.

Non ci si confronta, non si discute, sembra quasi si preferisca aprire infinite polemiche e condirle con appellativi di vario genere.
Perfino il signor Barilla, emblema dell’italianità e della famiglia, si è scagliato contro gli omosessuali, rei di non essere all’altezza – secondo lui – di simboleggiare quelle stesse famiglie dalle quali dipende il fatturato della sua azienda, e questo è solo un altro esempio di come il concetto di omofobia stia entrando prepotentemente nelle nostre vite.

Non avrei mai pensato di dover spiegare a mio figlio di nove anni cosa significhi omofobia, ma mi vedo costretta a farlo, ho un obbligo come madre e come educatrice, di mettere i miei bambini nelle condizioni di riconoscere l’odio quando lo vedono, hanno diritto di sapere e di decidere, ragionandoci su, cosa sia giusto o sbagliato.

I social network hanno dato voce a tutti, ma proprio tutti, però ci sono pensieri che rimangono latenti nella nostra mente, cose che custodiamo gelosamente nel nostro io, che forse dovrebbero rimanere là dove stanno, che non hanno bisogno di essere gridate o condivise.
Una tra tutte, la più importante e pericolosa, è la rabbia che ci portiamo dentro e che non è giusto sfogare su chiunque la pensi diversamente o non rientri nei nostri “standard”.

Ci stanno insegnando in questi giorni ad essere falchi, ma sta a noi decidere di comportarci come colombe.
E questo vale anche, anzi soprattuto, per me.

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4 pensieri su “Siamo sempre più cattivi

  1. Kant diceva che dire la verità e’ un dovere morale
    Mentre non lo è dire ogni verità. Non l’ho mai dimenticato.
    Il rispetto non è ipocrisia, e’ rendersi conto che non hai nessun diritto di vomitare addosso a qualcuno tutto ciò che ti passa per la mente…..

  2. 🙂 non volevo tirarmela….e’ uno dei pochi filosofi che ricordo, e forse il mio preferito!!!
    Non credi comunque che anche questa specie di anonimato virtuale abbia contribuito a far si’ che tante persone perdano ogni ritegno?! Sai un nickname non è come metterci la faccia…..

    1. 🙂 Guarda che era un complimento!
      Senza dubbio si, ci si nasconde è vero, ma neanche troppo. Forse scrivere anziché parlare ci fa sentire più forti.
      È più facile sostenere un contraddittorio.

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