L’indignazione di Domenico Dolce e Stefano Gabbana

cartello

Voi lo capite vero? Che di fronte ad una notizia così non si può, anzi non si deve far finta di nulla.
Adesso poi che il mio blog ha deciso di prendere una piega più fescion, non potevo assolutamente non parlare della ridicola quanto inutile iniziativa che i responsabili dell’ufficio stampa di Dolce & Gabbana hanno messo in atto oggi.

Premessa:
I due talentuosissimi (tra i miei preferiti, lo ammetto), stilisti siciliani sono stati recentemente pizzicati dal fisco per aver evaso qualcosa come 200 milioni di euro, costituendo una societa’ in Lussemburgo, la Gado, proprietaria dei marchi del gruppo e di fatto gestita in Italia, al fine di ottenere risparmi fiscali.
I PM hanno parlato di “frode fiscale sofisticata” e di “prove granitiche” a sostegno dell’ipotesi d’accusa, che hanno portato alla condanna dei due designer individuata in un anno e otto mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena.
Davvero elegante e di buon gusto la replica di @stefanogabbana che su Twitter ha cinguettato un perentorio: Comune di Milano fate schifo!!!, si si, e con ben tre punti esclamativi.
E tanto per rendere ancora più chiara la propria disapprovazione nei confronti dei giudici milanesi e della giunta Pisapia, i due  stilisti hanno deciso di CHIUDERE I PROPRI NEGOZI PER INDIGNAZIONE (vedi foto in apertura).
Nel cartello appeso nelle vetrine si legge «Chiuso per indignazione» (con tanto di traduzione in inglese) che riporta un articolo di giornale col titolo «Il Comune chiude le porte a D&G». L’ufficio stampa di Dolce & Gabbana conferma che resteranno chiuse tutte le attività della griffe nella città di Milano, comprese l’edicola di via della Spiga 2, il Martini Bar, il barbiere e il ristorante Gold in via Risorgimento.

Ma cosa vuol dire? Ma indignato de che?

Lungi da me voler entrare nel merito della questione giudiziaria e fiscale, ma la reazione della chiusura dei nove (NOVE!) punti vendita monomarca di Milano, la trovo davvero tanto assurda quanto patetica.
Lì per lì appena letta la notizia ho pensato: oh cazzo! proprio oggi che volevo spendere un paio di migliaia di euro per comprarmi una camicetta e un fermaglio per capelli…poi però sono subito rinsavita, e mi è venuto in mente che anche io mi indigno spesso, anzi spessissimo, anzi ogni 10 del mese, quando cioè ricevo la mia busta paga e mi rendo conto di quanto siano pesanti le trattenute sul mio stipendio.

E dopo essermi indignata per l’ennesima volta, mi si è accesa una lampadina, mi è venuto in mente un suggerimento per i poveri e vessati D&G, vittime sacrificali di un sistema fiscale esageratamente opprimente e insostenibile (lo credo davvero, non è sarcasmo questo), ho avuto un’idea davvero geniale per risolvere tutti i problemi degli indignati d’Italia, ed è la seguente:

Cari Stefano e Domenico, pagate le vostre tasse (ingiuste o meno esse siano dal vostro punto di vista), così magari la mia busta paga (e quella di milioni di altri italiani) si alleggerisce di un po’ di trattenute, e i soldini in più che mi ritroverei nel mio esiguo conto in banca, li potrei spendere nelle vostre boutique….che dite?

@stefanogabbana, mi leggi?

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10 pensieri su “L’indignazione di Domenico Dolce e Stefano Gabbana

  1. Non dobbiamo dimentire da dove è partita tutta la questione. L’assessore al commercio del comune di Malone D’Alfonso aveva dichiarato +o- che non bisogna concedere degli spazi a persone o aziende che evadono.

    Io sono per la versione innocente fino a prova contraria.

    Poi il comune di Milano dovrebbe ricordarsi perchè è famoso nel mondo: sicoramente non per le capacità dei suoi amministratori.

    Togliamo a Milano il Fashion Week, il Design Week, etc..? Certamente rimane il Duomo, l’Ultima Cena,…. ma i soldi veri a Milano ed alle sue attività commerciali arrivano dalla miriade di eventi che si svolgono in città (che portano visitatori anche al Duomo..).

    Vogliamo parlare di fisco? Fa più rumore un albero che cade o una foresta che cresce? Sicuramente l’albero. Però i veri danni non li crea l’albero che cade, i grossi nomi prima o poi finiscono sotto la lente del fisco, ma la miriade di evasori totali, di falsi invalidi, e di AMMINISTRATORI PUBBLICI che sprecano il denaro pubblico o se ne appropriano.

    Visto quante parole sono state spese, D&G hanno fatto bene ad indignarsi, come faccio anche io ogni mese.

    Ed ancora una volta abbiamo fatto una bella figura, grazie ad un assessore che ha tra le mani un giocattolo che tutti ci invidiamo e che ha rischiato di rompere.

    Le tasse vanno pagate da tutti al 100%, ma devono essere eque.

    Tutto qui.

    1. Non sono assolutamente d’accordo.
      Ti prego non cadere nella banalità del “eh ma danno lavoro a tanta gente…”.
      Ma cosa c’entra? Ma secondo te lo fanno per filantropia? O perché magari per costruire l’impero che hanno costruito servono persone che ci lavorino? Lo hanno fatto per i soldi che ci hanno guadagnato, non per fare un favore all’umanità.
      Sono al centro di una vicenda giudiziaria, che li ha condannati in primo grado, e che ha come fondamenta prove a sostegno dell’organizzazione fraudolenta dello spostamento di denaro. Per carità andranno in appello e quello che vuoi, e finchè non saranno definitivamente condannati possiamo considerarli innocenti.
      Ma la loro protesta la trovo assolutamente ridicola e irrispettosa, forse non ricordano che è in Italia che hanno costruito il loro impero.
      Che vadano negli States ad fare ciò di cui sono accusati, poi ne riparliamo.

  2. Fino a che pensiamo che l’evasione sia quella della miriade di evasori totali, dei falsi invalidi e altre categorie minori non abbiamo capito nulla. La grande evasione o elusione, chiamatela come volete è quella delle grandi aziende, quella dei D&G che portano i soldi all’estero con un giro di scatole cinesi infinite. Per evadere 200 milioni di euro come loro, tutti i falsi invalidi insieme ci mettono quattro cinque generazioni, D&G da soli ci hanno messo qualche anno. Pensa quanti piccoli o grandi D&G ci sono in giro. E’ li che bisogna colpire, duramente, e farla finita con scudi fiscali o condoni che avvantaggiano solamente i grandi evasori e chi ci rimette sono le nostre buste paga.

    1. Il punto della discussione non è se c’è evasione buona o cattiva. L’evasione se comprovata rimane evasione. Io comunque preferisco vederla in percentuale più che in valori. Per me uno, pur rimanendo evasore, che non dichiara il 10% di reddidi evade meno di uno che non dichiara il 100%. Non importa se il 10% corrisponde a 10M e 100% corrisponde a10k.

      Comincerei a fare la somma di indennità non dovute, opere mai realizzate e pagate, magna magna….. E vediamo dove arriviamo.

      Incominciamo a farle pagare a tutti le tasse…….. E gli assessori al commercio pensino a promuovere il commercio…..

      1. No dai Andrea, il mio 10% di evasione è una goccia nel mare in confronto al 10% dei vari D&G. Non può avere lo stesso valore neanche moralmente.

  3. Paolo, Ok allora diciamo che concordo… La stessa cosa dovrebbe valere quindi anche per il restante 90%….. A me piace pensare che il mio 100 vale come qualsiasi altro 100 per quanto poco possa essere rispetto ad altri!

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