Chiedimi se sono felice, su Ask.fm

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A quelli di voi che hanno tra i contatti di Facebook o tra il follower su Twitter utenti tra gli 12 e i 15 anni, sarà capitato di imbattersi in questa nuova e ancora (ai più) sconosciuta tendenza, quella del fammi una domanda, dammi una risposta, una nuova e strampalata frontiera del social networking che coinvolge gli utenti più giovani.

Si chiama Ask.fm ed è, nel mondo dei social network, la moda del momento tra i giovanissimi.
Un po’ come Get Lucky dei Daft Punk, che chiunque ha condiviso su Facebook o Twitter o Soundtracking almeno un paio di volte questa estate, gli status di ask.fm stanno letteralmente riempiendo le nostre TL. All’inizio non riuscivo a capire di cosa si trattasse, vedevo questi strani status accompagnati dai relativi link al sito, e pensavo fossero una sorta di pubblicità ad una emittente radiofonica.
Ma i ragazzini sui social network ti sorprendono in continuazione, tu sei lì che ancora non ti capaciti dell’ennesimo interminabile hashtag che diventa trending topic su Twitter, che già questi hanno cambiato piattaforma e si stanno insultando e innamorando su un altro URL…

Siccome oltre che antipatica sono anche curiosa, sono andata a cercare qualche informazione a riguardo, devo ammettere che è una tendenza ancora in crescita, e per il momento non se ne sta parlando moltissimo. Così ho interpellato un’amica quattordicenne (espertissima di social network) di mio figlio e mi sono fatta spiegare da lei in che cosa consiste questa nuova tendenza delle relazioni social (non sociali eh, non sia mai).

Praticamente funziona così, ognuno ha un profilo personale, in cui mette la propria foto e una breve bio, una sorta di Twitter in scala ridotta, e l’interazione tra gli utenti consiste nello scambio di domande e risposte, un po’ un Sottovoce in salsa 2.0, in cui tredicenni curiosi e spesso solitari, si trasformano in novelli Gigi Marzullo della rete.

Le domande possono essere fatte sia come testo oppure come video, e possono essere indirizzate ad una particolare persona o direttamente a tutta la community.

Queste domande sono solitamente piuttosto banali e innocenti, cosa ti piace fare d’estate? di che colore sono i tuoi capelli? che musica ascolti? meglio dare o ricevere?, insomma tutte cose che ci si chiederebbe in un normalissimo rapporto umano tra due persone (giovani) che stanno cercando di conoscersi. Mi è capitato però, e non poteva essere altrimenti, che ci siano domande anche piuttosto spinte sul sesso, che ci siano ragazzi – anzi ragazze per la verità – che si insultano pesantemente dandosi reciprocamente della zoccola; ma vabbè direi che tutto questo è piuttosto normale, è facile essere zoccola a 13 anni, basta parlare con un ragazzo in più…

I profili poi possono avere più o meno successo, e questo dipende dal numero di seguaci (amici) che ogni singolo profilo ha, dal numero di domande e risposte fatte e ricevute e, soprattutto, dal numero di mi piace che le proprie risposte ricevono dagli altri utenti. Ci sono poi anche i rarissimi regali che gli askers (si chiameranno così? boh) più fichi riescono ad ottenere, ovvero emoticons o pics virtuali che devono però essere acquistate da chi vuole fare il regalo, ed ecco spiegato perché sono così rari…
Più mi piace e seguaci raccogli, più possibilità hai di stare in Home Page tra i popolari (immagine sotto).

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Niente di strano direte voi, ragazzini che si interrogano reciprocamente sulla vita  e cercano di carpire i segreti di quella degli altri come succede nella realtà, giusto?
E invece no, c’è sempre un ma e in questo caso è piuttosto importante…ed è l’anonimato, le domande infatti possono essere poste anche (e quasi sempre lo sono) in forma anonima, diventando così inevitabilmente pericolose.
Niente di male quando si parla di musica, Justin Bieber, Iron Man o del colore preferito, ma ho visto chiedere a ragazzine appena adolescenti foto in costume da bagno, foto del loro lato b, numeri di telefono e indirizzi…ci sono milioni di strumenti grazie a i quali i ragazzini più giovani possono incappare in esperienze decisamente negative, e questo nuovo social Ask.fm, si candida a pieni voti tra i primi in classifica.
Ho visto trattare argomenti davvero delicati, oltre al sesso, si parla spesso di autolesionismo, che sembra essere diventato ancora più interessante con l’arrivo dei social (ne ho scritto qui), ho letto di ragazzine giovanissime che si insultano come bestie e si scrivono le peggiori offese, prendendo dentro le mamme, le famiglie, le cose più personali e intime di ognuno…

Non voglio fare quella che, come dice sempre mio marito, vede tutto nero e negativo, dico solo che un occhio più attento va sicuramente dedicato a  queste realtà, a questi nuovi strumenti che altro non fanno che andare a scavare nell’intimità di ragazzini il più delle volte giovanissimi, che cercano risposte dove non potranno mai trovarle, che fanno domande di cui spesso sono i primi a non capirne il significato.

Sfruttare la rete per instaurare rapporti si può fare eccome, ci sono amicizie e anche amori che nascono sui social, ma non è in alcun modo concepibile l’idea di instaurare un qualsiasi tipo di rapporto, anche solo virtuale, se il nostro interlocutore è protetto dall’anonimato.

Quindi, ragazzine carine e ragazzini introversi, la domanda che dovreste farVi su Ask.fm è questa: chi cavolo è questo che mi chiede di far vedere le mie foto in costume, ma soprattutto perché lo fa?

Occhio, che lo schifo è sempre dietro l’angolo!

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2 pensieri su “Chiedimi se sono felice, su Ask.fm

  1. Grazie per questo articolo! Non ho ancora figli, ma ho dei nipoti, e mi sto rendendo conto di quanto sia importante essere informati e conoscere i potenziali pericoli cui vanno incontro i minori usando i social network… Purtroppo ci sono voluti i recenti fatti di cronaca per farmi accorgere della portata del fenomeno: prima che accada anche nella mia famiglia, voglio imparare fin d’ora a tenere gli occhi aperti!

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