E’ solo calcio

Schermata 2013-05-20 a 10.09.15

Questa foto ha fatto letteralmente il giro del mondo, io la trovo davvero bellissima. Il bambino al centro si chiama Alejandro Rodríguez Macías, un piccolo campione di soli 5 anni che gioca nella Union Vera – un club di Las Palmas de Gran Canaria – in Spagna.

Non so dirvi se sia un bambino prodigio destinato alla nazionale (cosa che per altro non ha alcuna importanza), ma in quanto a tenacia sicuramente si è dimostrato un grande campione. Durante una partita di calcio l’arbitro e uno degli allenatori hanno fermato il gioco iniziando a discutere molto animatamente, a quel punto il piccolo Alejandro si è intromesso tra i due dividendoli, e dicendo loro di smettere subito.

“E’ solo calcio – avrebbe detto il bambino – e io voglio che la smettiate perché voglio continuare a giocare.

Ho sentito dire spesso che il calcio, i suoi scandali, gli atteggiamenti scorretti di alcuni grandi campioni, siano di pessimo esempio per i più piccoli che iniziano a muovere i primi passi in questo sport.
Ho sentito dire che si incitano i bambini alla scorrettezza verbale, a volte anche fisica, che si rischia di fare prendere loro come esempio personaggi che si sputano addosso, che si insultano pesantemente, che si danno testate e che vendono le partite…perché questo è quello che del calcio fa maggiormente notizia, il marketing, prima di tutto…

Ma vi è mai capitato di veder costruire un’azione tra piccoletti di 1 metro e 30 che danno l’anima per mandare il compagno in porta?
Avete mai visto un abbraccio di gruppo dopo il goal di una squadra di ottenni?
Vi assicuro che è una delle cose più commoventi che ci sia, non per il goal in sé naturalmente, ma per la gioia che esplode come una bomba su quei piccoli volti sudati, perché ti rendi conto che durante gli allenamenti settimanali hanno lavorato insieme, e in quel momento raccolgono i frutti di quello che è un vero e proprio lavoro di squadra.

Basti pensare che fino ad una certa età (credo fino ai 12/13 anni ma non ne sono certa), i campionati invernali tra i più piccoli non hanno nemmeno una classifica, non ci sono vincitori o vinti, si gioca per il gusto di farlo e, cosa più importante, per imparare a fare squadra, per imparare a stare in campo sapendo che non si è soli, ma che c’è sempre un compagno a cui passare la palla.

Il calcio della TV e delle partite truccate è lontano anni luce da questo, che è il calcio vero, in cui non ci sono sponsor a farla da padrone, diritti televisivi da rispettare, querele tra allenatori o arbitri venduti.
Certo, la competizione non manca, e non mancano nemmeno quelli che “io ho segnato più di te”, non mancano le baruffe per un autogoal o un palo preso in pieno, non mancano i musi del classico “ma lui non la passa mai”, ma questo è più che naturale, i bisticci nel campo da calcio  non sono molto diversi da quelli al parco giochi.

Il più delle volte a rovinare tutto sono, manco a dirlo, gli adulti.
Genitori che vorrebbero vedere i propri figli sempre in attacco perché “eh, lui è una punta”, mamme e papà che insultano l’arbitro per un presunto fallo di mano, o che se la prendono con l’allenatore perché ha fatto entrare un altro bimbo, quelli che esagerano nel caricare i propri bambini buttando loro addosso la pressione del “mi raccomando fai tanti goal”, ce ne sono, ve l’assicuro.

Mio figlio Marco ha  la fortuna di far parte di una squadra degna di questo nome, in cui i bambini (che spesso litigano, è ovvio) si sentono parte di un qualcosa di importante, si è creato un bel gruppo anche tra i genitori, cosa che rende molto piacevole le lunghe giornate di torneo, e soprattutto un team in cui il Mister è rispettato e a cui i bambini vogliono bene.

Ecco, questo secondo me è il calcio, quello che se piove troppo non si gioca, quello che se oggi facciamo 12 goal è facile che domani ne subiamo 15, quello che illumina il volto di tuo figlio quando i compagni lo rincorrono per abbracciarlo dopo il goal.

Il calcio vero, quello sano e pulito che sa ancora entusiasmare, è quello che gioca il piccolo Alejandro, ed è lo stesso che gioca il mio Marco, con Michele P., Michele B., Leonardo, Giulio, Edoardo, Giorgio, Elvy, Nicola, Jacopo, Tommaso, Gianluca e Stefano….

Da sin. Michele e Marco al Torneo delle Rose
Da sin. Michele e Marco al Torneo delle Rose
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Un pensiero su “E’ solo calcio

  1. ho giocato per tanti anni a calcio……anche a livelli discreti, ma per me rimane sempre un divertimento…….e deve rimanere tale.
    ma aimè so benissimo che ci sono interessi dietro che prevalgano sul divertimento…..meo

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