ADV: Aston Martin sceglie il sesso

Quanto mi piacciono i social network! Quanto mi piace quando una semplice foto postata da un amico mi fa venire voglia di dire la mia su un qualsiasi argomento. Potrei benissimo farne a meno, certo, ma questo è il MIO blog e io ci metto quello che mi pare, tiè!
Ispirazione di oggi è stata la campagna pubblicitaria dell’usato garantito della britannica casa automobilistica Aston Martin.
La foto, che non ha nulla da invidiare alle locandine di Hot Club (secondo me), parla da sé: un carrozzeria da far impallidire Belèn, sapientemente inquadrata dalla parte, diciamo così, del retrotreno, tanto per rimanere in ambito automobilistico.
La foto è quella che vedete qui sotto, notevole vero?

Schermata 2013-03-21 a 17.59.25

Non ho messo volutamente l’immagine all’inizio del post perchè temevo che molti (dei miei millemila) lettori maschi si sarebbero fermati lì quasi ienbetiti e non avrebbero continuato a leggere, mentre invece le femmine si sarebbero innervosite di fronte a cotanta spudorata perfezione, e avrebbero quindi abbandonato l’articolo.
Ora, premesso che:
1- con il tacco 12 qualsiasi posteriore migliora di brutto (anche se qui sicuramente c’è già una buona base, siamo d’accordo)
2- santo Photoshop continua indisturbato a fare i suoi miracoli (anche se qui probabilmente è bastato un piccolo aiutino, siamo d’accordo)
3- usare culi femminili in pose al limite della pornografia nelle pubblicità…anche basta
trovo questa idea tanto geniale quanto raccapricciante.
Il claim della foto recita: “Sai che non sei stato il primo, ma davvero ti interessa?”
Una delle più blasonate case automobilistiche del mondo (DEL MONDO!), quella che ha contribuito a farci amare James Bond (JAMES BOND!) e la Regina Madre, ci sta dicendo con un linguaggio che è di un maschilismo imbarazzante e di una volgarità assoluta, che non importa se sulla tua auto (donna) ci ha fatto un giro qualcun’altro, perchè è bellissima e questo ti deve bastare per essere felice ed amarla.

Ma caro il mio signor Aston (o forse Martin, non so quale sia il nome/cognome…boh), le vostre auto sono uno status symbol riconosciuto e desiderato in ogno dove, ma davvero vuoi far passare il messaggio che: non importa cosa la tua auto abbia fatto prima (o con chi sia stata), l’importante è possedere una Aston Martin?
E’ un brutto, bruttissimo messaggio, che riprende, seppur in maniera più elegante (ma anche no in realtà), il famoso detto: meglio una torta in tanti che una m…da da solo.

Stiamo parlando di macchine che partono da circa 100 mila € (per arrivare anche a più di 200 mila €), che rappresentanto un inarrivabile (ai più) oggetto del desiderio, simboleggiano il lusso più estremo; e tu, signor Aston/Martin, con questa faceta pubblicità mandi in frantumi quella aurea di irraggiungibilità (su cui hai costruito un brand, anzi no un Lovemark) dicendomi che la posso avere, se chiudo gli occhi su quella che è stata la sua vita precedente.
Mi dispiace, ma per me hanno toppato alla grande, per l’estrema volgarità del messaggio naturalmente, ma anche per non essere riusciti a concepire una campagna pubblicitaria all’altezza di un brand come Aston Martin.

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26 pensieri su “ADV: Aston Martin sceglie il sesso

  1. La foto ci può stare…. Con ragionamenti annessi e connessi… Sicuramente lo slogan è infelice più che altro perché da per scontata una cosa solo per il fatto che la donna in questione è decisamente attraente…. Comunque la pornografia è altra cosa… Almeno per me

  2. Per fortuna è un falso anche perchè, con tutti i soldi che ha l’Aston Martin, può permettersi dei creativi decisamente più intelligenti.
    In giro per i social network ho trovato persone che definivano questa presunta campagna pubblicitaria come GENIALE.
    Trovo che non ci sia nulla di geniale, anzi.
    La trovo assolutamente ossessiva non solo nei confronti delle donne ma nei confronti di tutte quelle persone che hanno un po’ di cervello.

  3. Buongiorno Signora Muraro. Relativamente alla discussione sulla immagine della farla campagna Aston Martin desideravo darle il mio parere. Secondo me non é una questione di culi e di tacco 12 : l’aspetto affascinante di questa immagine e la libertà della donna che fa colazione in una posa irrituale appunto segno della sua libertà e potere sul mondo ( grazie alla sua età e bellezza) . Io ho 64 anni ed ho avuto una fidanzata di 37 anni e quindi conosco le emozioni che , in un uomo, suscitano l’avere a che fare con un essere libero . La immagine su internet é di bassa qualità. Può darmi un link da cui scaricarla , nella versione ampia, a buona qualità. Grazie e auguri per la sua attività

    1. Gentile Luigi,
      molte grazie per il contributo che ha voluto portare al mio blog. Mi fanno sempre molto piacere i commenti, davvero. Il problema della pubblicità in questione non è affatto la foto…se mi sconvolgessi per tutti i culi femminili che si usano in pubblicità sarei messa male! Il punto è il messaggio che si vuole dare, la volgarità (culo a parte) sta nel claim di campagna, non nell’immagine, che io ho trovato assolutamente non all’altezza di un marchio elegante come Aston Martin. In tutta onestà credo che in questo frangente la libertà c’entri gran poco, io la chiamo strumentalizzazione…ma si sa il marketing vive anche (e soprattutto) di questo. Non ho il link dell’immagine, mi spiace, si tratta di uno screenshot, ma sono certa che lo troverà su Google senza problemi.
      buona giornata e grazie per gli auguri

      1. Comprendo che con la tua professione e professionalità il tuo giudizio sia meditato e su una cosa sono d’accordo : l’abbinamento con la Aston Martin é assai azzardato .. Sul contenuto del claim però, alla luce di quanto ti dicevo in relazione alla visione dal mio punto di vista, età ed esperienze non sono così scandalizzato. Dice un vecchio detto piemontese ” non é il maiale che viene vecchio ma il vecchio che viene maiale” per evidenziare come cambino i valori con lo scorrere della vita. . Mentre un target più giovane e donna , quale sei tu, tende a cogliere la sfumatura di insensibilità il mio coglie l’aspetto sottilmente ironico ed un pò dandy. buon lavoro
        Luigi

  4. Ciao! Volevo rispondere al signor Luigi! Mi può gentilmente spiegare in quale parte dell’immagine sarebbe rappresentata la libertà della donna? Io quello che vedo in questa ed in tantissime altre pubblicità è una donna (se così possiamo ancora definirla) che viene ridotta ad un oggetto.del desiderio. Davanti ad un’immagine simile l’unica cosa che si può provare non è certo ironia ma piuttosto indignazione e rabbia. Indignazione nei confronti di un paese che ci tratta come oggetti privandoci della nostra interiorità e riducendoci a meri oggetti del piacere, e rabbia verso le persone come lei che davanti ad una tale pubblicità sessista e volgare riescono a cogliere solo l’aspetto ironico (che non c’è!) evidentemente perché accecati da un bel culo e da due belle gambe.

    1. Sono d’accordo con te Sara, davvero in pieno. Mi permetto però di aggiungere che il culo in questione è stato senza dubbio pagato profumatamente.
      Se si vuole leggere un messaggio di libertà, per carità facciamolo pure, ci sono donne nel mondo che non hanno la libertà di mostrarsi così generosamente (per usare un eufemismo), non vorrei si dimenticasse però che dietro uomini che fanno i soldi sull’utilizzo del corpo femminile come oggetto del piacere (in pubblicità), c’è sempre una donna disposta ad offrire le sue grazie e a farsi ben pagare. In questa pubblicità non c’è alcuna ironia, c’è solo la classica strumentalizzazione del sesso come scorciatoia per attirare consensi.

    2. Care amiche, và da se che i nostri pareri confliggeranno in eterno. Quando la mia compagna gira per casa in abiti liberi, come questa, a me appare semplicemente naturale. Come spiegato la cosa affascinante di questa immagine é la disinvoltura ( indistintamente dal fatto che sia stata creta da un fotografo) rappresentata. E questo é un valore. ma tanto per chiudere la questione , visto che é sterile porla su femminista/antifemminista mi piace ricordare che il mio rapporto con le donne é sempre stato di devozione . Dal curarmi per 6 anni una madre in demenza senile al dedicare anni di pazienza , comprensione e condivisione al mio amore che ha un serio disturbo borderline . E non avere l’atteggiamento ” é pazza” vada a farsi fottere come fanno tutti. Ancora , sempre sull’immagine, a me non suscita nessun appetito sessuale , quindi non é un oggetto, ma forse per una femminista ciò appare incomprensibile. Bacioni. Luigi

      1. Con piacere entro nella discussione…
        La propria compagna che gira per casa (o altrove) in libertà può essere sicuramente naturale e piacevole… La naturalezza non è mai volgare. Per me la foto mon ha nulla di particolarmente eccessivo… c’è chi osa molto di più..L’unica cosa che non mi piace della pubblicità è il testo ed ciò che evoca: una donna che ha fatto delle esperienze….
        Per quanto riguarda l’uso della donna in pubblicità non è irrispettoso e come detto anche da Silvia le modelle sono ben pagate, lo fanno in piena libertà e talvolta magari con piacere: non c’è nulla di male. La donna, come l’uomo, non ha il dovere di dimostrare di avere un cervello oltre ad un bel corpo.
        Concludo dicendo che spesso se le stesse donne ad avere poco rispetto delle proprie simili.

        Ciao Andrea

  5. Sono d’accordo! Le donne rappresentate in pubblicità sessiste e volgari come questa, non sono certamente obbligate a farlo. Credo che il problema fondamentale siano li stereotipi su cui si fonda la nostra società, si fa carriera e successo solo se si è belle e giovani, e credo che le donne disposte a farsi strumentalizzare in questo modo non abbiano niente di meglio da offrire al mondo.

  6. Scusate..ma dov’è la naturalezza in questa foto? Le vostre donne stanno in questa posizione naturale tutto il giorno? A me sembra una posa scomoda e piuttosto forzata!

    1. Sara, la posa è forzata…tanto quanto la campagna pubblicitaria. In questo sono stati coerenti. Vi ricordo che è comunque un fake, e pur esistendo il claim in una pubblicità di usati BMW (vedi post successivo), la foto in questione arriva da Playboy. Ed è la foto di una che come mestiere ha scelto di mostrarsi così, sono scelte di vita che io ovviamente non farei, ma che non mi sento in diritto di condannare.

    2. Io non ho mai detto che la foto è naturale… Rispondendo al Sig. Luigi ho detto che non ce nulla di male in una compagna che gira per casa liberamente…. Il concetto ci può stare ma non è rappresentato dalla foto… Chiederei a mia moglie di verificare la comodità della posa ma probabilmente mi manderebbe a quel paese…

      1. Scusate per gli errori ma di grammatica ed ortografia… Silvia aspetta….. Meglio se provate voi direttamente

  7. Nessuno condanna le conigliette di playboy..ognuno fa ciò che vuole della propria vita. La cosa grave è che nel nostro paese (negli altri non è cosí), le donne non hanno alternative di rappresentazione. Vengono rappresentate o come casalinghe oche chiuse in casa tutto il giorno o come oggetti. E le donne più che mai hanno bisogno di riscattarsi e di dimostrare di avere un’intelligenza e altre qualità oltre al bel corpo. In tv e non solo in pubblicità hanno un ruolo passivo e subordinato all’uomo!
    Per concludere non credo si possa paragonare l’intimità che avete con la vostra donna a queste pubblicità volgari

    1. Sara mi spiace ma non sono d’accordo, ci sono paesi in cui le donne davvero non hanno alcun tipo di libertà. Ora dire che in Italia non sono rispettate, o non rappresentate per ciò che valgono, alla stregua di paesi in cui vengono ancora costrette al matrimonio( per fare un esempio), mi pare una mancanza di rispetto nei confronti di chi davvero non gode dei fondamentali diritti umani. L’Italia non è diversa dagli altri paesi europei o dagli Stati Uniti. Il sesso vende in egual misura ovunque, e non vedo quale sia il ruolo passivo nei confronti dell’uomo di cui parli, in Italia i problemi sono ben altri!

  8. Mi sono spiegata male..ovviamente mi riferisco ai paesi industrializzati! Il sesso vende ovunque..ma la donna oggetto è nata in Italia! Ci sto facendo la tesi di laurea e sto leggendo libri su libri a riguardo!

    1. La donna è discriminata e questo è un fatto. La discriminazione non è figlia della società attuale ma ha profonde radici. Tanto meno la discriminazione non è frutto dell’era delle veline. Le veline non sono discriminate e l’immagine della velina non è discriminante per le donne in quanto sono due ruoli completamente diversi lo dimostra il fatto che ci sono file chilometriche di ragazze che vogliono fare. La manager non ci tiene a fare la velina ma magari la velina vorrà fare la manager.. Tra qualche anno.
      La discriminazione sta nel fatto che spesso a parità di titoli viene scelto l’uomo. Ma questo certamente non per l’immagine data delle donne dai mass media. Non so se la donna oggetto è nata in italia ma sicuramente non è un’esclusiva italiana… basti pensare a VS o SI in america….. In bocca al lupo per la tesi di laurea… Io non ce l’ho e per questo a volte mi sento discriminato…. E non posso neanche fare il modello per A&F… Buona notte!!

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