Fashion Angels, chi sono e a cosa servono (ma soprattutto, perchè esistono?)

Schermata 2013-01-29 a 18.48.06

Adoro Instagram, potrei passare ore a scorrere le foto, ce ne sono alcune che ti lasciano davvero senza fiato.
A volte mi capita di incappare in un particolare utente che stuzzica la mia curiosità, spingendomi a passare in rassegna tutte le sue immagini; mi è successo con Jamie Oliver che vi consiglio di seguire, ma anche con molti altri che pubblicano foto davvero interessanti.
Poi ieri il fattaccio.
Mi sono intrippata nel profilo Instagram di Anna Dello Russo, consulente creativa di Vogue Giappone; lo so è da folli, ma mi sono sciroppata tutti i 286 scatti del suo account, quindi circa 250 mise “fashion” che andavano dall’improponibile all’assolutamente ridicolo (con alcune eccezioni di capi incredibilmente meravigliosi, sui quali lo ammetto sto ancora sbavando).
Questa tizia è stata definita da Helmut Newton (mica il mio pizzicagnolo, per dire) una vera e propria “maniaca della moda”, una che nel fashion ci sguazza da mattina a sera, e i cui outfit dettano legge (aiuto!), è considerata una vera esperta del settore, ed ha quindi una volce molto autorevole.
Se Anna Dello Russo dice che oggi “vanno” le fette di Edamer sui capezzoli, tu te le devi mettere. Tu, mica io, per intenderci.
Come lei, di personalità autorevoli nel mondo della moda, di quelle che dettano legge, ce ne sono parecchie e  hanno tuttte/tutti un loro blog in cui si fanno fotografare quasi giornalmente snocciolando nomi cognomi e indirizzi degli stilisti di cui si riscoprono le membra.
Da Chiara Ferragni (The Blonde Salad), ad altre magrissime creature che si mettrebbero pure un copripiumone Zucchi per farsi un po’ di pubblicità, farsi invitare alle sfilate e magari inventarsi di creare linee proprie all’interno di grandi brand come Luisaviaroma o H&M.

Non posso assolutamente nascondere la mia antipatia per la categoria di quelle che si definiscono fashion blogger, ma che ATTENZIONE non lo sono!
Tenere un blog in cui ci sono solo foto di te stessa con sotto (e ben in evidenza) la marchetta  dei vestiti che ti sei messa addosso, non fa di te un’icona di stile…figuriamoci una blogger!
Un fashion blogger, secondo me, è uno che racconta la moda, che segue le tendenze, che le scova e le propone al mondo, che lavora nel settore di sfilate e stilisti, insomma un insider…e non una che si è appena fatta regalare una 2.55 nera (che peraltro non si deve MAI prendere nera, dicono).
Quindi, se tanto mi da tanto…immaginate un po’ cosa io possa pensare delle Fashion Angels che si sono inventati su Glamour…
Io posso capire, cara la mia Giuseppina Impastato (nome di fantasia), che sai di tutto e di tutti sul lifestyle di San Nicandro Garganico, i suoi negozietti carini, il localino giusto per il Cosmopolitan, ma a me che me ne frega? Per quale motivo dovrei considerarti un angelo? Perchè mai dovrei trovare interessante il fatto che ti sei presa la Speedy di Vuitton e che la usi con tutto, ma proprio con tutto eh, pure con il pigiamone rosa tenerone? Perchè, perchè? Che per caso io ti vengo a raccontare che il mio nuovo Labello al mango è da urlo? No, me lo metto e basta.

Il bello arriva quando a queste tipe viene chiesto “ma tu che lavoro fai?”, ed ecco che arriva l’errore:
Perchè la fashion angel non la puoi fare, lo devi proprio essere.
E’ un po’ come ammoniacarsi la zazzera castana per diventare biondo cenere: se vuoi essere bionda, ci devi nascere, è uno status quo.
Non è un lavoro ma una vocazione, mica è da tutti ricoprirsi di cianfrusaglie ipercostose e farsi fotografare alla fermata del tram, e con unghie/labbra/capelli/ceretta sempre perfetti. Provateci voi se siete capaci!
Io passo, e lascio al mio buongusto la facoltà di scelta, magari mi vestirò di merda, per carità, ma almeno me lo tengo per me!

A tutti coloro che troveranno questo post un tantino offensivo, vorrei dire che si tratta di una mia personalissima opinione, e che asolutamente non mi offenderei se qualcuno la pensasse diversamente da me… ecco fate lo stesso và.

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6 pensieri su “Fashion Angels, chi sono e a cosa servono (ma soprattutto, perchè esistono?)

  1. Ihihih grande Silvia! I tuoi post mi piacciono sempre, ma questo più degli altri!

    A me fa morire dal ridere la quantità immane di aspiranti fescionblogghers che inondano la Ferragni con “se ti va passa da me” e “non perderti il MIP giveaway”… Se, contaci!

    Una che secondo me lo fa con un certo stile, invece, è la Zitella Acida. Vai su http://www.matiseivista.com.

    A me, piace. Baci ale

  2. Premetto che 1. cercavo info circa l’utilizzo di suppellettili del genere e mi sono ritrovata qui; 2. Io non avevo ancora guardato i profili di queste tipe e avevo solo effettuato la registrazione sulla fiducia; 3. Probabilmente hai scosso la mia coscienza salvandomi da un triste destino, come puó darsi che questa cosa l’ avrei fatta in maniera figa visto che sono unbranded dalla nascita e me l’ero immaginata che documentavo gli abiti di mia madre da giovane che ritrovavo nel mio armadio, piuttosto che la chicca presa al mercatino; 5. Che se non fossi una zia di professione sarei antipatica come te indi devo licenziarmi al piú presto
    SVOLGIMENTO
    Premettendo tutto ció non ho piú molto da dire se non che devo lavorare sul mio modo di introdurre un discorso.Ah no, ecco, volevo dire che hai ragione.

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