Ragazzini e Facebook: anche l’adolescenza è 2.0

Chiunque abbia un profilo su Facebook sa benissimo che il limite di età minimo per potersi iscrivere è 13 anni.
Ma allora come si spiega questa invasione di bimbiminkia, di memes, di directioner e beliebers sulle nostre Time Line?

Semplice, tutti i preadolescenti iscritti a Facebook (mio figlio compreso) hanno spudoratamente mentito sulla propria data di nascita.

Ora io non voglio assolutamente sindacare sul fatto che sia giusto o sbagliato, anche se quando una regola non viene rispettata, è buona norma considerarlo un comportamento scorretto…ma tant’è.
Non voglio nemmeno entrare nel merito degli aspetti socio-psico-pedagogici della questione, perché ci sono persone decisamente più titolate di me che ne parlano approfonditamente (un esempio qui).

L’aspetto che volevo analizzare è quello che riguarda l’evoluzione delle notizie sulla mia Time Line da quando ho registrato il mio profilo a quando sono diventata “amica” di mio figlio Leo (13 anni a settembre) e dei suoi coetanei.

Gli esordi:
Mi sono iscritta a Facebook nel 2008, anno in cui il social network contava già 100 milioni di utenti; nei primi mesi in cui l’ho utilizzato, la mia TL sembrava più che altro una sorta di reunion del liceo.
Era tutto un “ciaooo, da quanto tempo! che bello ritrovarsi!”, oppure “ma dai hai già due figli, che brava”, o ancora “che fai di bello adesso?”…insomma stavo cominciando a costruire la mia rete di contatti online, attraverso ricordi e immagini di quello che era il bagaglio sociale della mia vita fino a quel momento.

Scorrevo le foto di classe degli anni ’90 in cui ero taggata, scoprivo che la mia compagna di banco si era da poco sposata, che il mio fidanzatino delle medie si era trasferito a Londra..mi sembrava di stare dentro il sequel di qualche drama school movie,  che raccontava di come erano cambiate le nostre vite dopo l’adolescenza.

Gli sviluppi:
Con il passare del tempo Facebook si è evoluto, ha inserito gli annunci pubblicitari, sono nate le fan page aziendali, è diventato insomma uno strumento indispensabile per la diffusione delle notizie e la condivisone di eventi o avvenimenti importanti.

Non più solo chiacchiere da bar o da festa di classe, si cominciava a parlare anche di politica (un esempio per tutti: la campagna di Obama per le presidenziali), di attualità, di iniziative sociali e io, nel mio piccolo, ho iniziato ad utilizzare il canale per promuovere la  agenzia di comunicazione in cui lavoro.

Le Time Line iniziavano ad avere un aspetto più eterogeneo rispetto agli inizi, ci si trovava di tutto: dalla presentazione dell’ultimo lavoro fatto, alla campagna a sostegno di questo o quel partito, dalle foto del matrimonio del cugino, alla campagna di raccolta fondi per una qualche causa di impegno sociale, dal gossip alle notizie dell’ultima ora.

Fino a qui tutto bene.

Poi sono arrivati loro.

Gli adolescenti (o peggio, i pre adolescenti)

Le TL sono diventate più colorate, i link umoristici si sprecano, le immagini condivise dalle fan page dei cantanti più in voga dettano legge…
Quelli di voi che non hanno nella loro lista contatti amici dagli 11 ai 14 anni, probabilmente non capiranno quello di cui sto parlando.
I ragazzini giovani giovani su Facebook, hanno tutti la stessa linea di argomenti (per così dire) di condivisione, e ho cercato quindi di catalogare le tendenze più diffuse e le categorie più influenti.
Facciamo un breve excursus sui nuovi personaggi che affollano le nostre Time Line…

– I Memes (qui il significato etimologico):
I Memes Faces sono fumetti divertenti e – a volte – esagerati, oppure semplici caricature che ritraggono situazioni di vita quotidiana, trovandone molto spesso i lati tragicomici. Sono personaggi progettati per rappresentare una specifica emozione in risposta a qualcosa che si dice o che semplicemente esprimono un sentimento o una sensazione anche senza dover usare le parole.

L’utilizzo dei Memes su Facebook come linguaggio quotidiano è diventato  un nuovo modo di esprimersi, di comunicare in maniera più marcata rispetto alla semplice parola scritta, un concetto una sensazione o un’emozione, ed è totale appannaggio (o quasi) degli adolescenti.
La mia bacheca ne è piena, e io non li sopporto, sono esteticamente brutti e il più delle volte volgari!

Un esempio di Memes

– I Beliebers:
Sono i fan di Justin Bieber (circa 45 milioni di “mi piace” su Facebook), per la maggior parte ragazze che passano la giornata a condividere foto e video del loro idolo (adolescente pure lui).
Sono tutte quelle ragazzine che hanno fatto del giovanissimo cantante la propria ragione di vita, condividendo qualsiasi – e ripeto qualsiasi- tipo di notizia venga pubblicata sul suo profilo.
Il tutto naturalmente ben farcito di foto del soggetto in pose plastiche e sguardi languidi che raccolgono milioni e milioni di “mi piace”…ah se ci fosse stato Facebook ai tempi in cui ascoltavo i Take That….

– I Directioner:
I Directioner sono i super mega fan dei One Direction!
Non fate i furbi, so benissimo che siete andati a cliccare il link qui sopra…d’altra parte senza Facebook e Twitter nemmeno io avrei saputo chi fossero.
Per colmare la mia lacuna è stato sufficiente seguire alcune delle mie face-amiche, che mi hanno ben istruita sui questi cinque ragazzi (il più vecchio è del ’91!) anglo-irlandesi caratterizzati dall’aspetto vagamente hipster e da acconciature che sembrano fresche fresche di Jean Louis David.
Recentemente Directioner e Belieber hanno fatto comunella contro un’altra categoria molto in voga su Facebook che è quella che segue.

– Gli Hater:
Termine coniato per definire tutti quelli – che contrariamente ai due punti precedenti- non sopportano Justin Bieber e/o i One Direction.
La rivalità è talmente marcata tra le due fazioni che sul web si sprecano insulti e attacchi continui tra chi li ama e chi invece li detesta.
Sono nati gruppi di ogni tipo e pagine su pagine per sostenere da un lato, e sputtanare dall’altro gli artisti in questione.
Un po’ come avrebbe potuto essere negli anni ’80/’90 tra le fan dei Duran Duran e degli Spandau Ballet (di giurassica memoria…ahimè anche la mia), con la differenza però che allora erano solo due diverse correnti di pensiero musicale…qui se dici che non ti piace Justin rischi l’emarginazione social (e a volte anche sociale).

– I Bimbiminkia:
Questo è in assoluto il termine che preferisco, lo so può sembrare volgare, ma è un neologismo che è entrato prepotentemente nel linguaggio del social web, e non possiamo ignorarlo.
Dicesi Bimbominkia quell’esemplare che può essere considerato il diretto discendente dei creatori del linguaggio breve da SMS e del lamer da forum, prendendo il peggio da tutti i suoi avi.
Il bimbominkia, maschio o femmina, tipicamente di età compresa fra i 10 e i 19 anni (ma ci sono delle eccezioni) si riconosce principalmente dal suo modo di scrivere in chat e dai luoghi virtuali dove si può trovare: ha uno sprezzo totale dello stile classico e compatto di molti programmi e servizi del tempo che fu, ai quali preferisce cose luminose, rumorose, colorate e lampeggianti con le quali può allegramente rompere i maroni a tutta la sua lista di contatti (fonte amvparadise per la definizione).
Ma i bimbiminkia si sono presto evoluti, conglobando in questa definizione, non solo il loro modo di esprimersi (loro non ridono, no loro fanno LOL), ma anche il loro incredibile attaccamento ai propri idoli musicali.
Se vi siete chiesti come mai alcuni ragazzi abbiano sostituito il loro cognome con il nome della loro band preferita, o si fanno chiamare con nomi tipo “Silvia Belieber Forever I Love U”, ecco spiegato il perchè.

Devo ammettere che a volte mi disturba vedere la mia bacheca infarcita di memes, di vignette assurde piene di punti esclamativi o di frasi d’amore dedicate a Justin Bieber, ma al contempo mi piace molto l’idea di tenere il passo con la generazione di mio figlio, di sapere cosa funziona e cosa no tra i suoi coetanei…e poi imparo anche un sacco di parole nuove: mai più FOREVERALONISMO!

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